lunedì 22 giugno 2009

La università: differenze tra Italia e Spagna

Buona sera! Oggi abbiamo stato parlando con Luis su temi interessanti per scrivere sul blog e abbiamo accadutto sul tema della università.

Che pensate voi, come vedete la università oggi? e la scuola elementale e il Liceo? I professionisti escono della università formati bene? Ha cambiato la università negli ultimi anni?

Ci raccontaró le differenze nella università spagnola e la italiana. In la Spagna stanno cambiando il piano di studi, stanno facendo una riforma sulla base della università con lo scopo di equiparare gli studi con il resto della Europa e così facilitare l'intercambio tanto di lavoratori come di studenti. Questa riforma si chiama "piano Bologna" (si era famosa Bologna nella Spagna, adesso è tanto tanto famosa!)

Fino adesso avevano due tipi di laurea: diplomature e licenciature di tre e quattro/cinque anni rispettivamente. Tra le diplomature incotravamo i magisteri, architettura o turismo ad esempio. Il cambio che si vuole fare pretende igualare gli studi di tre e quattro/cinque anni, quindi allungarano le diplomature e restringerano le licenciature con i problemi accanto i cambi. Si può dire che faranno la laurea com è in la Italia di tre anni e dopo la specialistica. Questo è il cambiamento principale, che non lo vedo male propriamente. Oggi la società vuole specialisti, lavoratori che sappiano troppo d'una unica cosa e non vuole conoscimenti generali, con la riforma gli studi diventano più specializzati e concreti, e così, in la teoria, lavoratori meglio preparati.

Sfortunatamente, questo cambiamento è acompagnato d'un incremento del prezzo dei crediti (adesso si pagano a 10 euros la prima matricola) e soprattuto, che la spcialistica è in realtà un master, che veramente costa una fortuna (6.000 euros l'anno). Stanno limitando la università a quelli che hanno soldi, che non hanno di perche essere i piú capaci. Il governo oferisce una borsa, meglio un credito che si ha di ritornare quando c'è lavoro, questo significa che stiamo hipotecati non solo per la casa o la machina bensì per avere studi. Tanto Spagna come Italia ha un sistema di benestare che garantisce la educazione gratuita oppure raggiungibile, e questa ha di essere publica e arribare a tutti, fatto che hanno dimenticato alcuni. Inoltre i master saranno finanziati per aziende, e diventarà un circolo dovè i studenti saranno i futuri lavoratori della azienda, quindi non saranno conoscimenti oggetivi per chiunche azienda. Insegnamenti come linguistica, arte, historia, geografia, umanità o filosofia non interessano alle aziende perche non produscono niente, quindi, in cui non conviene investire.

Come ci riguarda a noi, che stiamo in mezzo del cambiamento? I diplomati (quelli di tre anni) avranno di realizzare un altro corso per convalidare il titolo che non sarà niente senza questo corso. E tutti (diplomati e licenciati) avranno di ampliare i suoi studi perchè unicamente con la laurea non si può aspirare a un lavoro digno, cosí si amplia i tempi di studiare e si ritarda l'emancipazione dei giovanni, un problema cresciente nella Spagna. Anche si ritarda l'ingresso al mondo laborale, con le consquenze economiche che comporta per il paese.

Come podete vedere, in generale stiamo scontenti con il cambiamento, inoltre perchè si ha implantato male e drasticamente (tanti anni fa che è aprovato). Spetiamo il futuro con incertezza.

Cari saluti!

errori

Mi piaccerebbe, si vuoi volete, che mi correggete gli errori e cosí imparo. I grandi errori, bensí non finireste mai!
Grazie!

sabato 20 giugno 2009

experiencia....ERASMUS

Buona sera cari lettori,

Fa un tempo che non scrivibo per ragioni diverse. Sono tempi strani per me. L'erasmus arriba a la fine e questo comporta situazioni stressanti, come esami, documenti, convalidazioni, bagagli,ecc.

Mi piaccerebbe raccontare la mia sperienza erasmus sebbene non è tema centrale del blog.

Per cominciare raccomanare questa sperienza a tutti. Si può dire che è dello meglio che ho fatto nella mia vita, e dello che mi sento più realizzata. Con il fine a la vista, a volte mi trovo pensando nei miei primi giorni, quando sono arrivata tutto era strano e avevo sentimenti di paura, anche tristezza.
Vi metto in situazione: io sono una ragazza di 23 anni di Barcelona che sempre ho abitato con la mia famiglia, studentessa di psicologia. Da sempre ho voluto fare un erasmus, tutti mi avevano parlato benissimo. Alla fine, mi donavano Campobasso. Due mesi doppo, vado a sappere che non c'è facoltà di psicologia, di più, con tutti gli italiani che parlai mi dicevamo che il Molise non si studia nella scuola, che è inessistente per il resto della Italia e così via. Quindi, io avevo molta paura, cercavo sul google e non trovavo niente di Campobasso. Alla fine, dopo molti dubbi, arrivo il 14 di setembre con una amica. In due giorni avevo la casa nel centro, tutto a posto. La mia amica andò via alla settimana e io rimanò sola per due settimane. Facile dire, ma sono state le peggio settimane della mia vita. Sensa avere nessuno con chi parlare o uscire a fare qualcosa. Alla fine cominciò la università e conobbi il resto degli erasmus, la mia seconda famiglia. Dopo quel giorno tutto cambiò, stavamo siempre insieme.

L'erasmus è una situazione molto speciale per ogniuno secondo il mio modo di vedere. Siamo soli, sensa famiglia, amici, sensa piccoli detagli della vita cotidiana. Vai a comprare il pane e non ti capiscono, per esempio. I miei primi giorni andavo a comprare con la carta geografica. Figurarvi... Tutte queste situazione che adesso mi fanno ridere, erano stressanti. Con il tempo vai imparando la lingua, la gente non ti guarda pensando "che dice...?" e così via. Campobasso è adesso una piccola città che stara sempre nel mio cuore. Ha diventato d'uno luoco strano e pauroso a una bella e tranquila città che mi piace tanto. In questo anno la mia vita ha passato d'essere stabile e organizzata a essere una aventura ogni giorno. Abbiamo viaggiato tanto (Francoforte, Amsterdam, Venezia, Firenza, Sicilia, Bari, Lecce, Brussels, Pisa,...). Ho imparato a ad affrontare le situazioni prima stressanti adesso con filosofia e tranquilità (come quando cambiano gli esami lo stesso giorno).

In conclusione, posso dire che ho madurato, ho imparato una nuova lingua e ho conosciuto tantissime persone brave. I momenti brutti mi hanno servito per disfruttare di più i momenti buoni. Vi coraggio a realizzare una sperienza come questa e dire, per ultimo, che il luoco non importa.

Saluti!

giovedì 4 giugno 2009

La era dei videogiochi

Saluti!

Sono stata leggendo alcuni testi del blog verso le tecnologie in generale e i videogochi in particolare. Per comenciare, prima di parlare verso il tema che ci occupa, voglio discolparmi per i errori che farò, di sicuro, nella scrittura della lingua italiana. Sono spagnola, per si non lo avete percepito ancora e non sono acostumbrata a scrivere, con questo non voglio dire che parlo benne, ma di sicuro che lo faccio meglio di scrivire. Dopo questa precisazione posso intentare scrivere qualcosa con un pò di senso, con la aiuta del dizionario, chiaro!

Esiste un pensiero relativamente pesimista che riguarda ai videogochi. Sappiamo i danni che possono fare ( allienamento, troppo violenza,...) ma come si puo vedere negli slide anche esistono aspetti positivi. Abbiamo visto alcuni di questi aspetti nel slide ma per la mia esperienza personale posso dire alcuni altri: aiutano ad imparare ai pari di la diversione come può essere nel caso del inglese, anche hanno un fattore ludico-sociale riguardante a tutti i giochi. Come tutto, i videogiochi non sono dannosi per se stessi, ma dipende dell' uso che si da. Anche un film non appropiato diventa pergiudizale e per questo non si dice che il cinema è dannoso.

Si dice che la nostra generazione (tra 85-90) è una generazzione che ha poduto giocare in la stratta e ha vissuto i giochi tradizionali. Ma anche ha vissuto la revoluzione tecnologica che riguarda ai videogiochi e la nascita della era di internet. Per questo motivo si dice che il nostro cerbello si ha sviluppato di maniera diferente. Quelli chi sono nati prima e dopo questo periodo non hanno avuto questi due punti di riferimento nella sua crescita. Non so fino che punto questo è vero oppure è una di tante teorie a dimenticare ma si che è una idea della che possiamo riflessionare.

Buona giornata!

Il primo giorno

Cari saluti ai miei colleghi del blog.